Se possedete o supervisionate un impianto di lavorazione chimica, comprendete l'importanza di trovare un equilibrio tra le esigenze di produzione e la mitigazione dei rischi. Le polveri combustibili rappresentano un rischio serio. Il vostro piano di mitigazione delle polveri combustibili deve essere conforme agli standard e ai codici applicabili, regolamentati da diverse autorità.
In una revisione DHA, si identificano i rischi di polveri combustibili inerenti al processo e si lavora per ridurre al minimo la probabilità e le conseguenze di un evento di combustione. Poiché non esiste un'unica strategia adatta a ogni struttura, queste domande chiave vi aiuteranno ad avviare la valutazione e a determinare i rischi, utili per sviluppare una strategia di mitigazione specifica per le vostre esigenze operative.
Nel mio stabilimento sono presenti polveri combustibili o esplosive?
Innanzitutto, identifica le caratteristiche delle tue polveri. Potrebbero essere disponibili dati provenienti da fonti pubblicate, ma in caso contrario, inviare un campione rappresentativo a un laboratorio qualificato per l'analisi delle polveri. I test possono stabilire se le polveri sono combustibili (possono incendiarsi in un cumulo o in uno strato) o esplosive (possono incendiarsi in una nube), e possono anche determinare la potenziale velocità e forza di una combustione.
Quali altre caratteristiche della polvere potrebbero influenzare i piani di mitigazione?
Altre caratteristiche della polvere, tra cui tossicità, reattività, corrosività e instabilità, possono essere fattori importanti per la mitigazione dei rischi di combustione. Ad esempio, potrebbe essere necessario separare i materiali altamente reattivi utilizzando sistemi di aspirazione delle polveri separati. Un altro aspetto da considerare potrebbe essere il materiale utilizzato per la costruzione del depolveratore. Potrebbero essere necessari materiali specifici per gli aspiratori di polvere, mentre altri potrebbero dover essere evitati. È fondamentale sollevare tali problematiche con i fornitori di apparecchiature per la depurazione delle polveri, i quali le terranno in considerazione quando consiglieranno o installeranno sistemi di mitigazione.
Quali processi o punti di controllo creano potenziali rischi di combustione?
Attività come la movimentazione dei materiali, la miscelazione, l'amalgamazione, il trasferimento e l'imballaggio possono potenzialmente generare polveri nocive. Ricorda che può depositarsi anche su superfici difficili da vedere, come lampade, tubi e travi. Questa polvere nascosta può anche rappresentare un pericolo perché, in caso di esplosione iniziale, può rimanere sospesa nell'aria e innescare un'esplosione secondaria di maggiore entità. Gli ispettori considerano pericolosa la polvere con uno spessore superiore a 1/32 di pollice, quindi è importante effettuare una pulizia regolare.
Come posso cercare di prevenire gli eventi di combustione?
La chiave per evitare un evento di combustione è separarne i componenti: combustibile, fonte di accensione e ossigeno. Nei processi chimici, esistono diverse opzioni per ridurre la possibilità che una fonte di innesco penetri nel depolveratore:
Condotti più lunghi — Aumentare la distanza tra il punto di generazione di una scintilla e il combustibile accumulato (collettore di polveri) può dare alla scintilla la possibilità di estinguersi prima che raggiunga la polvere combustibile. Sebbene potenzialmente una soluzione a basso costo, i condotti più lunghi potrebbero richiedere un maggiore consumo di energia e occupare più spazio.
Abbattimento passivo — I dispositivi che creano turbolenza nel condotto possono contribuire ad accelerare la velocità con cui le scintille si estinguono. I loro costi sono moderati e presentano una bassa perdita di pressione. Tra gli aspetti da considerare vi sono i requisiti relativi alla lunghezza dei condotti e il potenziale rischio di incrostazioni causate da determinati tipi di polveri.
Abbattimento attivo — I dispositivi di abbattimento attivo rilevano le scintille nel condotto e le estinguono utilizzando agenti estinguenti. Questi sistemi forniscono un elevato livello di rilevamento e risposta, ma sono anche più costosi a causa della loro maggiore complessità e delle esigenze di manutenzione.
Come posso limitare i danni causati da un incendio o un'esplosione, qualora se ne verificasse uno?
Le misure preventive non possono eliminare tutti i rischi, ecco perché sono necessarie anche strategie di protezione. Tenete presente che occorre considerare sia i sistemi di protezione antincendio che quelli antideflagranti, i quali in genere richiedono dispositivi diversi. Ecco alcuni metodi di protezione disponibili:
Irrigatori — I sistemi di irrigazione reagiscono alle variazioni di temperatura e spruzzano acqua nel collettore di polveri. Gli impianti di irrigazione hanno un costo iniziale moderato, ma potrebbero richiedere tempi di pulizia considerevoli in caso di attivazione del sistema.
Soppressione chimica degli incendi — Nel collettore possono essere attivati CO2 o altri agenti estinguenti per soffocare un incendio. Sebbene inizialmente più costoso degli irrigatori, il sistema potrebbe consentire una pulizia più semplice; inoltre, essendo dedicato al collettore, un sistema di soppressione chimica potrebbe essere più facile da spostare insieme al collettore.
Sfiato per esplosioni — Sul depolveratore possono essere installati pannelli deboli, progettati per aprirsi durante un evento di deflagrazione e scaricare gas, fiamme e detriti in una direzione prestabilita. Sebbene relativamente economico, questo metodo comporta il rischio di incendi secondari nell'area di scarico e potrebbe comportare tempi di inattività più lunghi dopo un evento.
Isolamento passivo — I dispositivi di isolamento passivo vengono attivati dall'onda di pressione di un'esplosione e sono progettati per isolare un'esplosione al collettore di polveri. Questa opzione richiede una configurazione minima dell'attrezzatura, ma l'applicazione può essere limitata dalle caratteristiche della polvere.
Isolamento attivo — I dispositivi di isolamento attivo utilizzano sensori per rilevare un aumento di pressione che precede un'esplosione e impedirne la propagazione all'indietro attraverso il condotto. I sistemi attivi forniscono un rilevamento preciso; tuttavia, questi dispositivi sono più costosi e richiedono controlli di sistema.
Posizione esterna — Questa strategia prevede il posizionamento del depolveratore all'esterno, circondato da una zona di esclusione dedicata, che separa la combustione dalle altre componenti dell'impianto.
Il processo continuo di mitigazione del rischio
La pianificazione per la mitigazione del rischio è un processo iterativo. Ogni volta che si modificano materiali o processi, è necessario valutare i rischi presenti nell'impianto. Anche se non hai apportato modifiche, gli standard NFPA prevedono una revisione DHA almeno una volta ogni cinque anni, e per una buona ragione. Una revisione periodica del rischio legato alla polvere offre l'opportunità di affrontare i rischi creati da cambiamenti a volte impercettibili.